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Le regole locali

Ogni posto ha il suo caffè.

A Napoli non si beve il caffè che si beve a Milano. Le dieci regole del manifesto sono il pavimento e valgono ovunque. Sopra, ogni posto ha le sue dieci — i suoi orari, le sue parole, le sue cortesie — e si scrivono qui, da chi quel caffè lo beve.

Le regole di un posto non le ha mai scritte nessuno. Si sono depositate negli anni — nei suoi bar, nei suoi personaggi, in quello che gli ha fatto la sua storia — e chi arriva le scopre sbagliando.

Lo scopo di questa pagina è scriverle. Non inventarle: quelle esistono già. Metterle nero su bianco, dieci righe per posto, e lasciare che a decidere quali dieci sia chi quel caffè lo beve tutti i giorni.

Come si scrivono le dieci regole di un posto
  1. 1
    Chiunque propone una regolaUna riga. Qualcosa che hai imparato bevendo lì, o qualcosa che quel posto ti deve. Non serve abitarci — aiuta esserci stato.
  2. 2
    La comunità votaChi conosce quel posto la spinge su o giù. Un'email, un voto, e i voti sono l'unica cosa che fa la classifica.
  3. 3
    Solo le prime dieci sopravvivonoLe dieci più votate sono le regole del caffè di quel posto. L'undicesima aspetta sotto la linea, e se comincia a convincere sale e ne fa uscire un'altra.

Una regola di un posto non è un capriccio. Il bicerin di Torino esce da tre secoli di caffè con gli specchi alle pareti. Il caffè sospeso di Napoli è nato in un quartiere che aveva deciso che il caffè si offre anche a chi non c'è ancora. Il frappé esiste perché nel 1957, a una fiera di Salonicco, un uomo non trovava acqua calda.

Ogni regola si porta dietro una storia, e la storia è il motivo per cui la regola tiene. È questo che stiamo cercando di scrivere prima che si assottigli.

Niente di tutto questo contraddice la regola 01. Un freddo è un freddo, una qahwa è una qahwa, un espresso è un espresso. Chiama ogni cosa col suo nome e potrai berle tutte.

Le regole della tua città non sono finite.

Ognuna delle 68 città tiene dieci regole, e sopravvivono solo le dieci più votate. Ne sono scritte 204, ne mancano 476. Vota quelle in cui ti riconosci, e scrivi quelle che non ha ancora scritto nessuno.

204 regole su 680 condivise finora
Dove vivi — comincia da qui
68 città
0/68

Il tuo passaporto del caffè è vuoto.

Spunta una città quando ci hai davvero bevuto un caffè. Gli aeroporti non contano.
  1. NapoliEspresso napoletano

    Corto, nero, già dolce — e forse te l'ha già pagato qualcuno.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • La tazzina si tiene calda sopra la macchina: se arriva fredda, il caffè è già rovinato prima del primo sorso.
    • Si chiede «dolce o amaro?» prima di zuccherare. Qui si zucchera di default, e chi non lo chiede ha deciso al posto tuo.
    • L'acqua arriva prima del caffè senza doverla chiedere, e il caffè sospeso si accetta e si tiene al banco per chi entra senza.
    Ti tradisce

    Chiederlo lungo. A Napoli il lungo è un'altra bevanda con un altro nome.

  2. MilanoEspresso, poi un marocchino

    Novanta secondi, e il barista l'ha già iniziato prima che parlassi.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • L'espresso esce in venticinque secondi anche nell'ora di punta: la fretta è del cliente, non della macchina.
    • Il marocchino si monta al momento e si serve nel bicchierino di vetro, perché gli strati si devono vedere.
    • Il prezzo al banco è esposto e non cambia perché hai fretta: arrotondare alla cassa è rubare venti centesimi alla volta.
    Ti tradisce

    Sedersi al tavolo per un espresso solo. Si può, ma il prezzo al tavolo non è quello al banco.

  3. RomaCaffè al vetro

    Nei bar storici è montato e dolce prima che tu possa obiettare.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • Se il caffè è zuccherato di default, si dice prima di farlo — non dopo averlo servito.
    • Il caffè al vetro si serve nel bicchierino scaldato, non in uno preso freddo dal ripiano.
    • La granita di caffè si manteca con caffè vero e in giornata, non si versa da un contenitore che aspetta da ieri.
    Ti tradisce

    Ordinare al banco senza aver fatto lo scontrino. In molti bar la ricevuta viene prima del caffè.

  4. TorinoBicerin

    Tre strati in un bicchiere, e non si girano.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • Il bicerin si monta a strati nell'ordine giusto e si porta subito, prima che si mescolino da soli.
    • La cioccolata del bicerin si prepara in casa: una bustina sciolta nel latte non è un bicerin.
    • Il marocchino si serve nel bicchierino di vetro e il cacao va sul fondo, non spolverato sopra all'ultimo momento.
    Ti tradisce

    Girare il bicerin, e poi chiedersi perché sa di caffè dolce.

  5. TriesteNero, capo in b

    Italia, ma con un vocabolario completamente diverso.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • L'ordinazione si prende nelle parole di qui — nero, capo, capo in b, goccia — senza correggere il cliente e senza tradurre.
    • Il capo in b si serve nel bicchierino di vetro, mai in tazza: cambiare recipiente è servire un'altra cosa.
    • La miscela è più chiara e più arabica che nel resto d'Italia, e il bar dice quale tosta se glielo chiedi.
    Ti tradisce

    Chiedere «un macchiato» e stupirsi di quello che arriva.

  6. ViennaWiener Melange

    Un caffè ti compra quattro ore e i giornali.

    7 regole ancora da scrivere — votaAustria
    3/10
    • Ogni preparazione ha il suo nome e il cameriere lo usa: a «un caffè» si risponde con una domanda, non tirando a indovinare.
    • Il bicchiere d'acqua arriva col caffè e si rabbocca finché resti seduto, senza che tu debba chiederlo.
    • Il caffè si porta al tavolo su un vassoio e il cucchiaino si appoggia sul bicchiere d'acqua, non sul piattino.
    Ti tradisce

    Chiedere il conto in anticipo per liberare il tavolo. Non lo sta aspettando nessuno.

  7. LisbonaBica

    Costa poco apposta, in piedi, con un pastel de nata.

    7 regole ancora da scrivere — votaPortogallo
    3/10
    • Il prezzo della bica resta basso apposta ed è esposto: qui è trattato come un piccolo bene pubblico, non come un margine.
    • Si serve in tazzina calda: chi la lascia raffreddare sul ripiano la rifà invece di darla così.
    • Il pastel de nata si scalda e la cannella si porta al tavolo, non si spolvera in cucina mezz'ora prima.
    Ti tradisce

    Ordinare «um espresso».

  8. PortoCimbalino

    Lo stesso caffè di Lisbona, con un altro nome, e conta.

    7 regole ancora da scrivere — votaPortogallo
    3/10
    • Si dice cimbalino e si accetta chi dice bica, senza fare la lezione: la parola non cambia il caffè.
    • L'abatanado si fa con acqua calda a parte, non tirando un cimbalino più lungo.
    • Il caffè esce corto e bollente, e quello lasciato in attesa sul banco si rifà.
    Ti tradisce

    Dare per scontato che il vocabolario portoghese del caffè sia nazionale. Non è nemmeno regionale: è comunale.

  9. MadridCortado

    Si ordina in base a quanto latte, e il ghiaccio arriva a parte.

    7 regole ancora da scrivere — votaSpagna
    3/10
    • Café solo, cortado e café con leche si preparano come tre bevande diverse, non come tre misure della stessa.
    • Il café con hielo arriva caldo con il ghiaccio a parte, e il ghiaccio è pulito e abbondante.
    • Il carajillo si prepara davanti al cliente e il liquore si versa a vista, non a occhio dietro al banco.
    Ti tradisce

    Aspettare che sia il barista a versarti il café con hielo.

  10. ParigiUn café, une noisette

    Due prezzi, esposti per legge: banco e dehors.

    7 regole ancora da scrivere — votaFrancia
    3/10
    • I due prezzi, banco e terrazza, sono esposti come vuole la legge, e valgono quelli.
    • «Un café» si serve come espresso senza altre domande; noisette e allongé si fanno se li chiedi, senza sospiri.
    • L'acqua del rubinetto si porta gratis con il caffè, se la chiedi: farla pagare è illegale, non scortese.
    Ti tradisce

    Ordinare un café au lait dopo le undici. Qui è una cosa da colazione.

  11. AteneFreddo espresso

    Freddo, montato, e ti affitta il tavolo per tre ore.

    7 regole ancora da scrivere — votaGrecia
    3/10
    • Il freddo si monta al momento: se esce già pronto dal frigo, non è un freddo.
    • Il ghiaccio si fa con acqua filtrata e si mette per ultimo, perché il caffè non si annacqui mentre monta.
    • Il caffè greco si cuoce nel briki uno alla volta e la schiuma finisce in tazza: senza schiuma è stato bollito male.
    Ti tradisce

    Berlo in fretta. Non esiste motivo al mondo per bere in fretta un freddo.

  12. SaloniccoFrappé

    Dove il frappé è stato inventato, per caso, nel 1957.

    7 regole ancora da scrivere — votaGrecia
    3/10
    • Il frappé si sbatte finché la schiuma regge fino in fondo al bicchiere, non finché fa comodo.
    • Dolcezza e latte si chiedono prima e si mettono prima di sbattere, non si aggiustano dopo.
    • Si serve con la cannuccia e un bicchiere d'acqua pieno fino all'orlo, compreso nel prezzo.
    Ti tradisce

    Spiegare a un greco che il caffè solubile non è vero caffè.

  13. StoccolmaFika

    Un verbo, non un caffè.

    7 regole ancora da scrivere — votaSvezia
    3/10
    • La caraffa del filtro si svuota e si rifà: il caffè tenuto in caldo oltre mezz'ora si butta.
    • Dove c'è la caraffa c'è per tutti: la fika non è una concessione che si toglie quando c'è da fare.
    • Il dolce si offre insieme al caffè, e il rabbocco non si conta e non si paga.
    Ti tradisce

    Riportarsi la fika alla scrivania per continuare a lavorare.

  14. HelsinkiKahvitauko

    Il consumo pro capite più alto del mondo, e la pausa è contrattuale.

    7 regole ancora da scrivere — votaFinlandia
    3/10
    • Il caffè si rifà spesso e in poca quantità: se ne beve tanto proprio perché non deve mai restare fermo.
    • Le due pause caffè stanno nel contratto: toglierle è togliere una cosa dovuta, non stringere i tempi.
    • La tostatura è chiara e si serve caldo ma non bollente, perché è fatto per essere bevuto subito e più volte.
    Ti tradisce

    Saltare la pausa per sembrare indaffarato. Sembri strano, non dedicato.

  15. BerlinoMilchkaffee

    Una scodella di caffellatte e quattro ore del portatile di qualcuno.

    7 regole ancora da scrivere — votaGermania
    3/10
    • Il Milchkaffee si fa con caffè fresco e latte montato al momento, non con quello avanzato nella caraffa.
    • Puoi restare seduto ore, ma la tazza vuota si ritira e la seconda te la offrono invece di aspettare che te ne vada.
    • Chi tosta lo scrive sulla lavagna con origine e data: qui la domanda te la fanno prima che la faccia tu.
    Ti tradisce

    Aspettarsi il servizio al tavolo veloce. Più spesso si ordina al banco.

  16. LondraFlat white

    Una città che ha importato la sua cultura del caffè e poi l'ha presa sul serio.

    7 regole ancora da scrivere — votaRegno Unito
    3/10
    • Il flat white si versa con microschiuma vera, non con schiuma soffiata sopra un latte.
    • Il latte si monta per ogni tazza e non si riscalda mai: quello avanzato nella brocca si butta.
    • Il bar dice da dove viene il caffè, e se non lo sa lo ammette invece di inventarselo.
    Ti tradisce

    Dare per scontato che un «latte» qui sia della stessa misura di un latte altrove.

  17. IstanbulTürk kahvesi

    Lo zucchero si decide prima del fuoco.

    7 regole ancora da scrivere — votaTurchia
    3/10
    • Lo zucchero si chiede prima e si cuoce nel cezve: aggiungerlo dopo significa servire un altro caffè.
    • Ogni caffè si cuoce nel suo cezve, uno alla volta, e la schiuma si divide fra le tazzine.
    • Arriva sempre con l'acqua e qualcosa di dolce, compresi nel prezzo e senza doverli chiedere.
    Ti tradisce

    Girarlo col cucchiaino, o svuotare la tazzina fino in fondo e fare una smorfia.

  18. Addis AbebaBuna

    Non una bevanda: una cerimonia in tre giri.

    7 regole ancora da scrivere — votaEtiopia
    3/10
    • I chicchi si tostano davanti agli ospiti, non prima e non in cucina: la tostatura fa parte del servizio.
    • Si servono tutti e tre i giri — abol, tona, bereka — e non si sparecchia dopo il primo.
    • L'incenso brucia mentre cuoce e la jebena resta in vista: la cerimonia non si accorcia perché c'è gente che aspetta.
    Ti tradisce

    Andarsene dopo il primo giro perché hai da fare.

  19. DakarCafé Touba

    Tostato col pepe. È quello il punto.

    7 regole ancora da scrivere — votaSenegal
    3/10
    • Il djar si tosta insieme al caffè e si macina con esso: metterci il pepe dopo non è café Touba.
    • Si filtra in un panno pulito e si versa dall'alto fra due bricchi finché non fa schiuma.
    • Si rifà durante la mattina: quello che si è raffreddato nel bricco non si vende.
    Ti tradisce

    Trattare il pepe come una contaminazione invece che come la ricetta.

  20. Il CairoAhwa

    La parola indica sia il caffè sia il posto dove lo bevi.

    7 regole ancora da scrivere — votaEgitto
    3/10
    • La dolcezza si chiede prima e si cuoce nella kanaka: la zuccheriera non arriva perché lo zucchero è già dentro.
    • Il cardamomo va nella kanaka se lo chiedi, non spolverato in tazza al momento di servire.
    • Ogni caffè si cuoce da solo e si porta subito: quello riscaldato si riconosce dalla schiuma che non c'è.
    Ti tradisce

    Chiedere lo zucchero dopo, e ricevere un'occhiata.

  21. MarrakechNous-nous

    Metà e metà — e le metà si controllano.

    7 regole ancora da scrivere — votaMarocco
    3/10
    • Il nous-nous si serve nel bicchiere perché la proporzione si veda: metà e metà, verificabile a occhio.
    • La quantità di latte si chiede e si rispetta: kahla, mhersa e nous-nous sono tre bevande, non tre sfumature a caso.
    • L'acqua arriva col caffè, sempre, e non si fa pagare.
    Ti tradisce

    Ordinare un cappuccino e ricevere qualcosa che ci somiglia, ma non è.

  22. RiadQahwa

    Oro pallido al cardamomo — e per farlo smettere scuoti la tazzina.

    7 regole ancora da scrivere — votaArabia Saudita
    3/10
    • Si serve dalla dallah calda in un finjan riempito per un terzo: riempirlo fino all'orlo è servire male.
    • Si versa con la mano destra, e l'ospite e il più anziano vengono serviti per primi.
    • I datteri arrivano insieme e sono compresi, e si rabbocca finché l'ospite non scuote la tazzina.
    Ti tradisce

    Appoggiare la tazzina sperando che smettano da soli. Non smettono.

  23. BeirutAhwe

    Cardamomo, e il grado di dolce ti dice che giornata è.

    7 regole ancora da scrivere — votaLibano
    3/10
    • Il cardamomo si macina insieme al caffè e cuoce nella rakwe: non si aggiunge alla tazza.
    • La dolcezza si chiede prima: murra, wasat e hilwe sono tre preparazioni, non tre cucchiaini.
    • In una casa in lutto si serve murra senza chiedere: è un dettaglio che un locale del posto conosce.
    Ti tradisce

    Ordinarlo dolce in una casa in lutto.

  24. Tel AvivHafuch

    «Capovolto», più un bicchiere di fango a parte.

    7 regole ancora da scrivere — votaIsraele
    3/10
    • L'hafuch si costruisce nell'ordine giusto — prima il latte, poi il caffè — e non è un cappuccino ribattezzato.
    • Il botz si serve nel bicchiere con il macinato sul fondo e si porta prima che si raffreddi.
    • Katan e gadol sono due misure vere e il prezzo le distingue: nessuna delle due si serve al prezzo dell'altra.
    Ti tradisce

    Mescolare il botz un attimo prima di berlo.

  25. NairobiKahawa

    Produce tra i migliori caffè del mondo. Per decenni ha bevuto solubile.

    7 regole ancora da scrivere — votaKenya
    3/10
    • Il grado e la cooperativa si scrivono sulla lavagna: qui il caffè si compra per lotto, e il cliente ha diritto di saperlo.
    • Si tosta per chi lo beve qui, non per l'esportazione: una tazza piatta e amara è una scelta, non il terroir.
    • Il prezzo pagato al produttore si dice a chi lo chiede, e il caffè si vende anche al chilo.
    Ti tradisce

    Stupirsi che un paese produttore non bevesse il proprio raccolto. Chiediti chi l'ha organizzata così.

  26. TokyoKissaten

    Una tazza alla volta, in silenzio.

    7 regole ancora da scrivere — votaGiappone
    3/10
    • Nel kissaten si prepara una tazza alla volta, a mano, e non si accelera perché c'è la fila.
    • La dose si pesa e il tempo si cronometra, e i numeri si dicono a chi li chiede.
    • Il silenzio fa parte del servizio: la musica resta bassa e chi lavora non alza la voce.
    Ti tradisce

    Parlare ad alta voce, o mettere fretta a chi sta preparando.

  27. KyotoCold brew a goccia

    Otto ore, una goccia alla volta, in una torre di vetro.

    7 regole ancora da scrivere — votaGiappone
    3/10
    • Il cold brew a goccia scende per sei-dodici ore e non si accelera: il tempo è la ricetta.
    • Si serve senza ghiaccio, per non annacquare quello che è costato otto ore.
    • La data e l'ora dell'estrazione si dicono: un cold brew di tre giorni fa non è la stessa bevanda.
    Ti tradisce

    Chiederlo con ghiaccio e sciroppo.

  28. SeulAmericano

    Una densità di caffè quasi unica al mondo, e ordinano tutti la stessa cosa.

    7 regole ancora da scrivere — votaCorea del Sud
    3/10
    • L'americano ghiacciato si versa al momento su ghiaccio pulito, non pescato da una caraffa pronta da un'ora.
    • Zucchero e sciroppo si aggiungono solo se richiesti: qui il default è amaro.
    • Chi resta a studiare ha diritto alla presa e all'acqua, e non gli si fa fretta con una consumazione sola.
    Ti tradisce

    Ordinarlo caldo d'inverno ed essere silenziosamente catalogato come straniero.

  29. SingaporeKopi

    Una lingua per ordinare, con la sua grammatica, e devi parlarla.

    7 regole ancora da scrivere — votaSingapore
    3/10
    • I modificatori si rispettano tutti: kopi-o kosong peng è una bevanda precisa, non un'approssimazione.
    • La calza si lava e il caffè si rifà durante la giornata: non si tiene in caldo dalla mattina.
    • Il prezzo è scritto ed è uguale per tutti, e il resto si dà senza arrotondare.
    Ti tradisce

    Dire «un caffè col latte, non troppo dolce». Esiste una parola, ed è di quattro sillabe.

  30. IpohWhite coffee

    Bianco per come è tostato, non per il latte.

    7 regole ancora da scrivere — votaMalesia
    3/10
    • La tostatura con la margarina si fa in casa o si dice da chi si compra: il white coffee è una ricetta, non un colore.
    • Il latte condensato si dosa uguale ogni volta, e chi lo vuole meno dolce lo può chiedere.
    • Si serve nel bicchiere spesso o nella tazza di porcellana, scaldati, non in plastica.
    Ti tradisce

    Pensare che «bianco» descriva il colore della bevanda.

  31. Hong KongYuenyeung

    Caffè e tè al latte nella stessa tazza, apposta.

    7 regole ancora da scrivere — votaHong Kong
    3/10
    • Lo yuenyeung si fa con tè filtrato al momento nel sacchetto e caffè fresco, nella proporzione della casa.
    • Il sacchetto del tè si lava ogni giorno: uno stanco si sente subito nella tazza.
    • Si serve caldo e in fretta, ma la fretta non arriva mai fino alla preparazione.
    Ti tradisce

    Chiedere se è caffè o tè. È una terza cosa.

  32. HanoiCà phê trứng

    Tuorlo montato con latte condensato, inventato per necessità.

    7 regole ancora da scrivere — votaVietnam
    3/10
    • Il tuorlo si monta al momento con il latte condensato: una crema fatta un'ora prima non è cà phê trứng.
    • La tazza arriva dentro la ciotola d'acqua calda, e l'acqua è davvero calda.
    • Le uova sono fresche e la crema si monta a vista, non in un retro.
    Ti tradisce

    Mescolare l'uovo nel caffè e trasformarlo in un pasticcio dolce.

  33. Ho Chi MinhCà phê sữa đá

    Gocciola. Tu aspetti. Poi è più forte di quanto sembri.

    7 regole ancora da scrivere — votaVietnam
    3/10
    • Il phin si monta davanti al cliente e si lascia gocciolare: non si preme per fare prima.
    • Il latte condensato va sul fondo prima di tutto, e la dose è sempre la stessa.
    • Il ghiaccio arriva a parte o si aggiunge alla fine, così il caffè non si annacqua mentre scende.
    Ti tradisce

    Chiedere latte fresco, o sollevare il phin per controllare.

  34. BangkokOliang

    Non solo caffè, e non finge di esserlo.

    7 regole ancora da scrivere — votaThailandia
    3/10
    • L'oliang si filtra nel panno e si prepara in giornata: quello di ieri nel secchio non si vende.
    • I cereali nella miscela si dichiarano: chi vuole solo caffè ha diritto di saperlo prima di pagare.
    • Il ghiaccio si fa con acqua potabile, e non è un dettaglio.
    Ti tradisce

    Chiamare «sofisticazione» i cereali aggiunti. Sono la ricetta, e sono più vecchi della tua obiezione.

  35. ChennaiFilter kaapi

    Travasato dall'alto tra due recipienti, e l'altezza non è esibizione.

    7 regole ancora da scrivere — votaIndia
    3/10
    • Il decotto si prepara fresco ogni mattina nel percolatore: quello del giorno prima si butta.
    • Il travaso fra dabarah e tumbler si fa davvero, perché raffredda e monta: non è uno spettacolo per i turisti.
    • La proporzione di cicoria si dice a chi la chiede, e non cambia da un giorno all'altro.
    Ti tradisce

    Bere direttamente dalla dabarah.

  36. MumbaiCaffè dei caffè irani

    Un caffè che sta sparendo, con le regole appese al muro.

    7 regole ancora da scrivere — votaIndia
    3/10
    • Il filter kaapi si fa con decotto fresco e latte bollito al momento, non tenuto in caldo dall'alba.
    • Meno dolce o senza zucchero si può, e si chiede prima che il latte entri nella tazza.
    • I chicchi arrivano quasi sempre dal Karnataka, e il bar lo sa dire invece di rispondere «caffè indiano».
    Ti tradisce

    Ignorare il cartello che dice di non sedersi a lungo, nell'unico posto in cui lo intendono sul serio.

  37. MelbourneFlat white

    Si ordina per rapporto, non per taglia.

    7 regole ancora da scrivere — votaAustralia
    3/10
    • Il long black è espresso versato sopra l'acqua, in quest'ordine: invertirlo uccide la crema.
    • Flat white, piccolo e magic hanno rapporti fissi e si rispettano: non sono tre taglie fatte a occhio.
    • La torrefazione è dichiarata sulla macchina, e a chi la chiede si dà una risposta precisa.
    Ti tradisce

    Chiedere «un caffè normale». Quella taglia non esiste.

  38. AucklandFlat white

    Rivendica il flat white. Come Sydney. Non fare l'arbitro.

    7 regole ancora da scrivere — votaNuova Zelanda
    3/10
    • Il flat white si versa più piatto, con meno schiuma: la differenza è la ricetta e si mantiene.
    • Il fluffy per i bambini si fa, e non si fa pagare come un caffè.
    • Trim vuol dire scremato e si serve senza commenti: il latte lo sceglie il cliente.
    Ti tradisce

    Dire a un neozelandese che il flat white è australiano.

  39. L'AvanaCafecito

    Una tazza, una pila di bicchierini, tutti.

    7 regole ancora da scrivere — votaCuba
    3/10
    • L'espumita si sbatte con le prime gocce dell'estrazione, davanti al cliente: senza quella non è un cafecito.
    • La colada arriva con i bicchierini, tanti quanti siete: darne uno solo è aver capito male l'ordinazione.
    • Si serve appena fatto: un cafecito che ha aspettato dieci minuti si rifà.
    Ti tradisce

    Bersi tutta la colada da solo. Quella era per sei persone.

  40. MiamiColada alla ventanita

    Una finestra sulla strada, e il caffè è per il gruppo.

    7 regole ancora da scrivere — votaStati Uniti
    3/10
    • Alla ventanita si serve nell'ordine di arrivo e si dice il prezzo prima, senza far aspettare al conto.
    • La colada esce con i bicchierini, e chi ne chiede uno in più li riceve: è fatta per essere divisa.
    • Il cortadito si monta al momento: il latte non si tiene caldo in una brocca per tutta la mattina.
    Ti tradisce

    Portarsi via la colada senza offrirla a nessuno.

  41. New YorkA regular

    «Regular» non è una taglia. Vuol dire con latte e zucchero.

    7 regole ancora da scrivere — votaStati Uniti
    3/10
    • Se dici «regular» arriva con latte e zucchero: chi non lo dice al cliente nuovo lo sta fregando.
    • Il caffè filtro si rifà ogni mezz'ora: quello tenuto sulla piastra dalle sei non si vende alle undici.
    • Il coperchio tiene e il bicchiere non scotta in mano: è caffè da camminare, e deve funzionare in mano.
    Ti tradisce

    Ordinare «un caffè regular» aspettandosi che arrivi nero.

  42. SeattleLatte

    La città che ha esportato il vocabolario che oggi usa tutto il mondo.

    7 regole ancora da scrivere — votaStati Uniti
    3/10
    • Chi tosta scuro lo dice, e se chiedi una tostatura più chiara te la fanno senza discutere.
    • L'ordinazione lunga si ripete al cliente prima di prepararla: è una specifica, e va confermata.
    • Il pour over a tazza singola si prepara al momento e non è la scelta di ripiego: si tratta come un espresso.
    Ti tradisce

    Dare per scontato che la grande catena verde sia quello che bevono i locali.

  43. Città del MessicoCafé de olla

    Pentola di coccio, zucchero grezzo, cannella.

    7 regole ancora da scrivere — votaMessico
    3/10
    • Il café de olla si cuoce nella pentola di coccio con piloncillo e cannella veri, non con zucchero e aroma.
    • È dolce per costruzione e si dice prima: chi lo vuole amaro sta ordinando un'altra cosa, e va avvertito.
    • Si rifà in giornata: quello tenuto sul fuoco da ore diventa amaro e non si serve.
    Ti tradisce

    Aggiungerci lo zucchero.

  44. BogotáTinto

    Venduto dal thermos sul marciapiede, per pochi spiccioli.

    7 regole ancora da scrivere — votaColombia
    3/10
    • Il tinto del thermos si rifà nell'arco della mattina: uno tenuto caldo da cinque ore non è più caffè.
    • Il caffè buono non parte tutto: una parte resta qui, e il bar dice quale finca sta versando.
    • Il prezzo pagato al produttore si dice a chi lo chiede, invece di rispondere «colombiano» e basta.
    Ti tradisce

    Dare per scontato che coltivare un grande caffè significhi averlo mai servito a chi lo coltiva.

  45. San PaoloCafezinho

    Un saluto che per caso è una bevanda.

    7 regole ancora da scrivere — votaBrasile
    3/10
    • Il cafezinho si offre e non si fa pagare quando è un gesto: se lo metti sul conto non era un cafezinho.
    • Lo zucchero entra con l'acqua, non dopo, e chi lo vuole amaro lo dice prima che il caffè sia fatto.
    • Il filtro di stoffa si lava tutti i giorni: quello stanco rende amaro anche un caffè buono.
    Ti tradisce

    Trattarlo come una bevanda invece che come un modo di salutare.

  46. Buenos AiresCortado, lágrima

    Una scala intera di latte, e i caffè sono protetti per legge.

    7 regole ancora da scrivere — votaArgentina
    3/10
    • Se non specifichi arriva un café con leche: la scala esiste apposta, e il cameriere te la ricorda invece di scegliere per te.
    • Il bicchiere d'acqua gassata e i biscottini arrivano col caffè, sono compresi e non finiscono sul conto.
    • Il jarrito è un bicchierino di vetro e il cortado è una tazza: si serve nel recipiente che è stato chiesto.
    Ti tradisce

    Avere fretta. Questa è una città che ha deciso, per legge, che i caffè vanno protetti.

  47. VeneziaCaffè al banco

    Lo stesso caffè costa quattro volte tanto se ti siedi.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • I due prezzi, banco e tavolo, sono esposti prima di ordinare e non si scoprono sul conto.
    • Al banco si serve lo stesso caffè del tavolo: la sedia costa, la tazzina no.
    • Chi si siede senza sapere quanto costa viene avvertito. Tacere e incassare è la mossa più veneziana e la meno onesta.
    Ti tradisce

    Sedersi per un espresso veloce e poi rileggere il conto due volte.

  48. CataniaGranita di caffè con panna

    D'estate il caffè è ghiacciato e arriva con la brioche.

    7 regole ancora da scrivere — votaItalia
    3/10
    • La granita di caffè si manteca in giornata: un blocco raschiato col cucchiaio non è una granita.
    • La panna è montata fresca, sopra e sotto, e non esce da una bomboletta.
    • Il caffè freddo del frigo si prepara ogni mattina e si butta la sera: quello di ieri si sente al primo sorso.
    Ti tradisce

    Chiedere la granita senza panna, e poi chiedersi perché è così fredda e così spoglia.

  49. BarcellonaTallat

    Le stesse bevande di Madrid, parole diverse — e le parole contano.

    7 regole ancora da scrivere — votaSpagna
    3/10
    • L'ordinazione si prende in catalano o in castigliano, indifferentemente, e si serve quello che è stato chiesto.
    • Il tallat esce con la stessa quantità di latte ogni volta: la proporzione è la ricetta, non un'improvvisazione.
    • Il cafè amb gel arriva col ghiaccio a parte e il caffè caldo si versa davanti a te, non in cucina.
    Ti tradisce

    Chiedere un cortado e farsi correggere, gentilmente, una volta sola, in tallat.

  50. AmsterdamKoffie verkeerd

    Il «caffè sbagliato» è l'ordinazione giusta.

    7 regole ancora da scrivere — votaPaesi Bassi
    3/10
    • Il koffie verkeerd si fa metà e metà, e la proporzione non cambia perché il bar ha fretta.
    • Il biscotto sul piattino è compreso e arriva sempre: toglierlo per risparmiare si nota subito.
    • Il filtro si rifà nell'arco della mattina e non si tiene sulla piastra fino a sera.
    Ti tradisce

    Aspettarsi il secondo biscotto.

  51. BruxellesCafé e speculoos

    Il caffè arriva sempre con qualcosa sul piattino.

    7 regole ancora da scrivere — votaBelgio
    3/10
    • Con il caffè arriva sempre qualcosa: speculoos, cioccolatino o entrambi, ed è compreso nel prezzo.
    • Si serve in tazza vera anche al banco: il bicchiere di carta è per l'asporto e per nient'altro.
    • Il café liégeois si prepara al momento con gelato vero, e non si spaccia mai per un caffè.
    Ti tradisce

    Ordinare un café liégeois alle nove del mattino per svegliarsi.

  52. OsloFiltro, tostatura chiara

    Le tostature più chiare del mondo, e non lo fanno per gentilezza.

    7 regole ancora da scrivere — votaNorvegia
    3/10
    • La tostatura è chiara per scelta, e il bar lo dice prima invece di lasciarti credere che sia un difetto.
    • Il filtro si prepara a peso e a tempo, e la caraffa si rifà: qui non si tiene niente in caldo.
    • Origine, produttore e data di tostatura stanno sul sacchetto e sul menù, non solo nella testa del barista.
    Ti tradisce

    Rimandarlo indietro perché sa di acido. Deve saperne.

  53. VarsaviaKawa parzona

    Macinato nel bicchiere, acqua bollente sopra, e pazienza.

    7 regole ancora da scrivere — votaPolonia
    3/10
    • La kawa parzona si fa con acqua appena scesa dal bollore versata sul macinato, e si porta al tavolo subito.
    • Il bicchiere è caldo e ha il manico: servirla in un bicchiere freddo le toglie dieci gradi.
    • Lo zucchero si mette mentre l'acqua gira ancora, non dopo che la posa si è depositata.
    Ti tradisce

    Mescolarlo un attimo prima di bere, e poi masticare l'ultimo sorso.

  54. SarajevoBosanska kafa

    Parente del caffè turco, e guai a chiamarlo così.

    7 regole ancora da scrivere — votaBosnia ed Erzegovina
    3/10
    • La schiuma si versa in tazza per prima, prima del resto: se manca, la džezva è stata gestita male.
    • Zolletta e rahat lokum arrivano a fianco, mai dentro la tazza, e sono compresi nel prezzo.
    • La džezva resta al tavolo e i rabbocchi vengono da lì: non si serve una tazza sola e via.
    Ti tradisce

    Chiamarlo caffè turco, oppure far cadere la zolletta dentro la tazza.

  55. PragaTurek

    Due città in una: la posa nel bicchiere e le torrefazioni nuove.

    7 regole ancora da scrivere — votaCechia
    3/10
    • Se il posto serve turek lo dice prima, così chi non lo conosce non si ritrova la posa in bocca.
    • Il macinato è fine e l'acqua non deve bollire nella tazza: si versa appena scesa dal bollore.
    • Dove si pesano le dosi la bilancia si usa davvero, e i grammi si scrivono invece di stimarli a occhio.
    Ti tradisce

    Bere un turek fino all'ultima goccia facendo finta di niente.

  56. Sana'aQishr

    Da qui viene la parola moka — e spesso si beve la buccia.

    7 regole ancora da scrivere — votaYemen
    3/10
    • Se è qishr si dice: è fatto con la buccia e lo zenzero, non con il chicco, e chi lo beve deve saperlo.
    • Si serve caldo e dolce in bicchierini, e si offre appena ti siedi, prima di parlare d'altro.
    • Il caffè in chicco si vende dicendo da quale montagna viene: è la merce più antica della città.
    Ti tradisce

    Aspettarsi il sapore del caffè. Questo è il frutto che gli sta intorno.

  57. TunisiQahwa arbi

    Il caffè con dentro l'acqua di fiori d'arancio.

    7 regole ancora da scrivere — votaTunisia
    3/10
    • L'acqua di fiori d'arancio va nel bricco con il caffè, non versata in tazza al momento di servire.
    • Il capucin resta piccolo, con una goccia di latte: allungarlo lo trasforma in un'altra bevanda.
    • Il caffè non si riscalda mai: quello della cottura precedente si butta.
    Ti tradisce

    Chiedere di togliere i fiori d'arancio. Sono la bevanda.

  58. Città del CapoFlat white

    Vocabolario australiano, chicchi africani, e pochissima fila per un buon caffè.

    7 regole ancora da scrivere — votaSudafrica
    3/10
    • Il flat white si versa con microschiuma vera e il latte si monta sotto i 65 gradi, mai bollito.
    • La torrefazione è nominata sul menù, e quasi sempre è a pochi chilometri da qui.
    • Se dici di no al caffè ti offrono rooibos preparato bene, non un ripiego tiepido.
    Ti tradisce

    Ordinare «un caffè normale» e sentirsi chiedere gentilmente di essere più preciso.

  59. GiacartaKopi tubruk

    La posa resta nel bicchiere e tu ci bevi intorno.

    7 regole ancora da scrivere — votaIndonesia
    3/10
    • Il kopi tubruk si fa col macinato grosso e l'acqua bollente, e si porta subito così la posa scende al tavolo.
    • Lo zucchero entra insieme al caffè, non dopo, e la quantità si chiede prima.
    • Il bicchiere è alto abbastanza da lasciare la posa sul fondo: servirlo in una tazzina è servirlo male.
    Ti tradisce

    Rovesciare il bicchiere per l'ultimo sorso.

  60. ManilaKapeng barako

    Una specie diversa di caffè, e si presenta da sola.

    7 regole ancora da scrivere — votaFilippine
    3/10
    • Se è barako si dice: è liberica, sa di un'altra cosa, e chi lo ordina ha il diritto di saperlo.
    • Si prepara al momento e non si lascia sul fuoco: bollito due volte diventa imbevibile.
    • Se quello che arriva è una bustina tre-in-uno si dice prima, e non si fa pagare come un caffè preparato.
    Ti tradisce

    Aspettarsi il sapore dell'arabica che conosci. È un'altra pianta.

  61. ShanghaiLatte, e tutto il resto

    Più caffè di qualunque altra città al mondo, e quasi tutti aperti da poco.

    7 regole ancora da scrivere — votaCina
    3/10
    • Le versioni aromatizzate si fanno con ingredienti veri — osmanto, sesamo, formaggio — non con sciroppi che li imitano.
    • L'origine dei chicchi sta sul menù, Yunnan compreso, e non si nasconde dietro «miscela della casa».
    • Il latte si monta per ogni tazza: con questi volumi è la prima cosa che si taglia, ed è quella che si sente.
    Ti tradisce

    Dare per scontato che sia una città del tè che ha appena scoperto il caffè.

  62. CalcuttaCaffè del Coffee House

    Una tazza, una conversazione, e nessuna delle due ha fretta.

    7 regole ancora da scrivere — votaIndia
    3/10
    • Il caffè si porta al tavolo in tazza di ceramica: qui non si serve in plastica.
    • Arriva tiepido apposta, e chi lo vuole bollente lo può chiedere invece di doverselo tenere.
    • Il prezzo resta basso apposta, perché il posto è nato per far sedere chi non ha molto.
    Ti tradisce

    Berlo in cinque minuti e chiedere il conto.

  63. New OrleansCafé au lait alla cicoria

    La cicoria è entrata durante un blocco navale e non è più uscita.

    7 regole ancora da scrivere — votaStati Uniti
    3/10
    • La cicoria si dichiara e la proporzione non cambia: è la ricetta della città, non un modo di allungare.
    • Il latte si scalda e si versa insieme al caffè, nello stesso momento e nella stessa quantità.
    • Si serve bollente: un café au lait tiepido, con i beignet, non ha senso e si rifà.
    Ti tradisce

    Chiederlo senza cicoria, cioè chiedere il caffè di un'altra città.

  64. CaracasGuayoyo, marrón, negrito

    Una scala intera di latte, e ogni gradino ha un nome.

    7 regole ancora da scrivere — votaVenezuela
    3/10
    • Non si ordina per taglia ma per quanto latte: ogni proporzione ha già il suo nome, e il barista lo rispetta.
    • Lo zucchero è dato per scontato: si chiede se lo vuoi senza, invece di aspettare che te ne accorga.
    • La tazza è piccola e il caffè si fa al momento: il secondo si prepara, non si versa da quello di prima.
    Ti tradisce

    Dire «un caffè con un goccio di latte» e vederli aspettare la parola giusta.

  65. LimaCafé pasado

    Ti portano l'essenza e l'acqua calda separate.

    7 regole ancora da scrivere — votaPerù
    3/10
    • L'essenza e l'acqua calda arrivano separate, così la forza la decide chi beve e non chi serve.
    • L'essenza si prepara in giornata: quella di ieri nel bricchetto sa di bruciato e si butta.
    • Il caffè peruviano si nomina sul menù con la sua provenienza: qui si produce, e nasconderlo è assurdo.
    Ti tradisce

    Bere l'essenza direttamente dal bricchetto.

  66. San JoséCafé chorreado

    Una calza di stoffa su un cavalletto di legno, e non è nostalgia.

    7 regole ancora da scrivere — votaCosta Rica
    3/10
    • Il chorreador si usa davvero e la stoffa si sciacqua dopo ogni uso: mai col sapone.
    • L'acqua si versa piano e a più riprese: forzare il passaggio rovina la tazza e si sente.
    • Il caffè è arabica per legge, e il bar dice da quale zona viene invece di dire solo «nazionale».
    Ti tradisce

    Lavare la stoffa col detersivo, e rovinare le venti tazze successive.

  67. TorontoDouble-double

    Due panne, due zuccheri, detto tutto attaccato.

    7 regole ancora da scrivere — votaCanada
    3/10
    • Double-double vuol dire due e due, sempre: chi tira a indovinare sulle dosi sta servendo un'altra bevanda.
    • Il filtro si rifà a orari fissi e l'ora dell'ultima caraffa si può chiedere.
    • La panna è panna e il latte è latte: se si sostituisce, si dice.
    Ti tradisce

    Chiedere cosa sia un double-double e sentirsi domandare, con garbo, da dove vieni.

  68. SydneyLong mac topped up

    La rivale di Melbourne, con un'ordinazione tutta sua.

    7 regole ancora da scrivere — votaAustralia
    3/10
    • Il long mac topped up si fa come si chiama: doppio, la goccia di schiuma, l'acqua alla fine.
    • L'asporto non è un caffè di serie B: dose e tempo sono gli stessi della tazza.
    • Il latte avanzato non si rimonta: si butta e si riparte.
    Ti tradisce

    Dire a un barista di Sydney che a Melbourne lo fanno meglio, di lunedì.

Non è un'enciclopedia

Non è un'enciclopedia e non pretende di avere ragione. È quello che ha votato chi c'era, che è una cosa diversa e più onesta. Nessuna città è una città sola: un bar a Trastevere e uno a Testaccio non sono d'accordo sulla metà di queste cose, e ogni famiglia ha una zia che fa diversamente. Se il tuo posto è descritto male non devi scrivere a noi: proponi la regola e lascia che decidano i voti.

CC BY-SA 4.0

Tutto quello che c'è qui — il manifesto, le regole delle città, il badge — è tuo con licenza Creative Commons Attribuzione–Condividi allo stesso modo 4.0. Copialo, traducilo, stampalo, costruiscici sopra e vendilo: cita rules.coffee, e lascia altrettanto libero quello che ne fai. Cosa vuol dire in pratica.